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Ecco i colori tendenza 2020 per le pareti di casa

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Quello della moda è un universo senza confini che ingloba tantissime aree al suo interno: dall’abbigliamento, agli accessori, fino all’arredamento.

Così, ogni anno si differenzia dall’altro per le tendenze che lo contraddistinguono, talvolta in continuità, altre volte in antitesi con il passato più recente, a partire dai colori. Dinamiche che vengono solitamente anticipate alla fine dell’anno precedente, dettate da esperti del settore.

In vista dell’arrivo del 2020, sono stati annunciati i colori che domineranno la scena nei prossimi mesi. Tra questi ci sono l’azzurro chiaro (detto anche “baby blue”), fresco e luminoso; il cantaloupe, una delicata e brillante nuance ispirata alle sfumature del melone cantalupo, vicino all’arancione; il cassis, a metà strada tra il rosa e il viola; due tonalità di giallo piuttosto azzardate come il mostarda e il limone; lo Champagne, un simil grigio piuttosto neutro, con sfumature in oro ed argento; il cosiddetto Bleached Coral, a metà strada tra il grigio e l’azzurro, ispirato alle colorazioni del corallo bianco.

Ma tutti i dettagli e le anticipazioni su quello che sarà il vero e proprio protagonista cromatico della nuova stagione portano in un’unica direzione, quella del cosiddetto Neo Mint.

A incoronarlo colore dell’anno 2020 è stata la prestigiosa agenzia di tendenze WGSN, a seguito di ricerche approfondite riguardanti l’osservazione della moda, dell’informazione dell’attualità e ovviamente dei social media. Si tratta essenzialmente di un verde menta pastello, gradazione particolarmente fresca, delicata e brillante. Nel campo dell’abbigliamento, una delle prime a sfoggiarlo è stata la duchessa di Cambridge Kate Middleton, da sempre icona di stile e vera influencer della moda mondiale. Ma il neo mint è pronto a sbarcare anche nel design. Un colore da molti definito “gender free”, che si adatta a qualsiasi tipo di ambiente interno, specie se coniugato con altre tonalità più decise.

Stile shabby chic: consigli per il colore delle pareti

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Quando si tratta di pitturare una parete, un ambiente, una stanza, si sente spesso parlare di colorazione in stile shabby chic.

Si tratta di una locuzione importata dalla lingue inglese, che serve a indicare uno stile che sia curato ma – allo stesso tempo –caratterizzato da un sapore retrò e vintage. Carico di suggestioni romantiche e serene, è ormai un vero e proprio must dei nostri tempi, in crescente diffusione, grazie soprattutto alla sua predisposizione alla personalizzazione.

Arredare in stile shabby chic significa innanzitutto preferire mobili dalle tonalità pastello, varianti cromatiche che rimandano in qualche modo alla quiete e al relax. Come accade in qualsiasi stile di arredamento, anche in questo caso esistono degli abbinamenti ottimali relativi alla funzione delle singole stanze, che possono scongiurare accostamenti forzati e poco riusciti.

Cominciando proprio dalla sala da pranzo, dove il vintage e il contemporaneo si coniugano bene su pareti dalle tonalità del tortora. Questa scelta dona grande luminosità alla stanza, specie se a completare il tutto ci saranno mobili e complementi che alternano il bianco e il cream. Un contrasto di grande eleganza e armonia.

In cucina, il colore shabby per eccellenza è il verde acqua, ottimo per renderla un ambiente accogliente e funzionale. Si tratta di un’ottima opzione per le pareti a cui vanno accostati mobili in legno verniciato lucido e un pavimento in cotto. Una tinta che è possibile trovare anche nei bagni, dove l’effetto minimal è possibile anche attraverso dettagli più moderni (tenendo sempre in considerazione che i colori maggiormente complementari con il verde acqua sono il bianco ghiaccio e il nero). Atmosfere romantiche e luminose in camera da letto, dove il must resta il color crema, da abbinare a un arredamento bianco.

Dare profondità con il colore: cinque consigli utili 

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La percezione di una stanza cambia facilmente a seconda del colore scelto: come dare profondità a ad un ambiente?

Nella gestione di uno spazio la scelta del colore delle pareti è fondamentale: in una stanza piccola aiuta a combattere il senso di “oppressione”, in una stanza grande serve a riscaldare l’ambiente e renderlo ancora più accogliente.

Ecco 5 consigli utili per dare profondità con il colore
  1. Se la stanza è piccola. Prima regola fondamentale: in una stanza piccola evitare i colori scuri, rischiano di soffocare l’ambiente. Se l’obiettivo è, invece, dare alla stanza un senso di profondità sono consigliati icolori freschi, luminosi e riflettenti. Danno l’illusione ottica di far sembrare più grande la stanza.
  2. Giocare con le linee e i colori. Proprio nel caso in cui si volesse valorizzare un ambiente troppo piccolo, giocare con le linee orizzontali può aiutare a restituire una sensazione di ampiezza, di “dilatazione degli spazi”. Una fascia orizzontale di un colore diverso, magari più vivace rispetto al resto della parete, è la scelta ideale per dare luminosità.
  3. Se la stanza è grande e irregolare. Pilastri, spazi a conca o a trapezio: le scelte audaci poi vengono al pettine. Spesso si pensa che un unico colore sia la soluzione giusta, in realtà vale l’esatto contrario: giocare con i colori, alternare tonalità diverse e arricchire lo spazio con un arredamento vivace, può sicuramente giovare all’ambiente.
  4. Se il soffitto è basso. Per creare l’illusione di un soffitto più ampio, anche in questo caso il colore viene in soccorso. La soluzione è, quindi, lasciare il soffitto bianco e dipingere invece le pareti. Il bianco rifletterà la luce, facendo percepire all’occhio un’altezza maggiore. Piccolo trucco in caso di soffitto basso: tinteggiare sul soffitto un bordo di dieci cm con lo stesso colore delle pareti per ingannare l’occhio e dare l’illusione di “slanciare” la stanza verso l’alto.
  5. Ambienti da giorno e ambienti da riposo: per gli ambienti da vivere di giorni, sono ideali i colori del tramonto (giallo, arancio e rosso), i colori caldi. L’incontro tra la luce del sole e i colori caldi darà un effetto piacevole a tutto l’ambiente. Al contrario, per gli ambienti destinati allo studio e al relax, sono perfetti i colori freddi, riposanti. Blu, azzurro, verde, viola, danno all’ambiente un senso di profondità.

Come abbinare i colori per le pareti di casa?

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Il rapporto tra i colori è da sempre motivo di studio. Per questo nella scelta dei colori per le pareti di casa prestare la giusta attenzione.

Nell’abbigliamento, nella grafica, accostare due o più diverse varianti cromatiche può dar vita a riusciti connubi così come a perfetti disastri. Un concetto che si “amplifica” quando si tratta di scegliere i colori per pitturare i diversi ambienti di una casa o di una stessa stanza. In casi simili, infatti, la decisione sarà sicuramente più impegnativa, poiché destinata a durare per tempo e a determinare l’aspetto complessivo del nostro spazio a disposizione.

Per riuscire al meglio nell’intento di dare i giusti colori alla nostra abitazione, sarebbe opportuno seguire una serie di consigli apparentemente scontati, ma che possono davvero fare la differenza. La prima cosa da tenere in considerazione è che nella scelta della vernice per una stanza, non bisogna dimenticare la colorazione del pavimento, quella del tetto e dei mobili già presenti o da disporre in futuro. L’armonia di un ambiente è data in primis dalla concordanza tra tutti questi elementi.

Un altro fattore da non sottovalutare riguarda il numero di colori da impiegare nella stessa stanza: il consiglio è che siano al massimo tre, e che vengano scelti sulla base di reali affinità. A tal proposito, sarebbe meglio servirsi del cosiddetto cerchio cromatico, altresì conosciuto come “mazzetta”. Si tratta di una ruota di cartone dove i colori vengono divisi tra primari (giallo, rosso, blu), secondari (nati dalla mescolanza di due colori primari) e terziari (nati dalla mescolanza tra un colore primario e un colore secondario).

Valutare poi il gioco dei contrasti, considerando però che non esistono soltanto il bianco e il nero. Per giocare con i chiaroscuri è possibile impiegare anche le diverse tonalità dello stesso colore o utilizzare accostamenti tra tinte calde (l’arancione, il rosso e il giallo) e tinte fredde (il verde, il porpora e l’azzurro).

Marmorino e stucco veneziano: le differenze

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Due tecniche abbastanza semplici ma diverse, spesso confuse tra loro: marmorino e stucco veneziano. Quali sono le differenze?

Si tratta di due finiture decorative ideali per le abitazioni di semplice applicazione. Partiamo dal marmorino. Un tipo particolare di intonaco perfetto per dipingere pareti e lastre: l’effetto ottico che si ottiene è quello del marmo, da qui il nome.

Il vantaggio del marmorino è sicuramente di tipo economico. Se l’effetto che si desidera è, appunto, quello del marmo, il risparmio è notevole. Basta semplicemente utilizzare calce spenta e polvere di marmo più accessibile sotto il punto di vista economico.

Il marmorino è utilizzato molto spesso per il bagno, considerata la sua resistenza riesce ad essere perfetto su ogni tipo di superficie. Si tratta di un prodotto traspirante e di facile asciugatura, biodegradabile e non inquinante.

Mentre il marmorino serve principalmente per i lavori di restauro, lo stucco veneziano, invece, è utilizzato più che altro per la decorazione delle pareti e quindi alle decorazioni interne. Meno resistente rispetto al marmorino, lo stucco veneziano si ottiene mescolando una minima quantità di polvere di marmo alla calce aerea e a grassello di calce.

Rispetto all’altra, la tecnica dello stucco risulta meno resistente ma non per questo meno piacevole esteticamente: il risultato finale sulla parete di un’abitazione sarà l’effetto di un rilievo. Si tratta di un tipo di lavorazione meno laboriosa, che richiede quindi meno tempo. Al contrario del marmorino, però, lo stucco veneziano deve essere applicato sulle pareti lisce.

Anche lo stucco è traspirante ed è in grado di respingere l’umidità dalle pareti. Piccolo trucco per aumentare la resistenza: aggiungere cera d’ape.

Come scegliere il colore delle pareti della cucina?

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Le pareti della cucina sono tra le più “vessate” di un appartamento. Oltre a dover trovare un colore che si adatti bene ai mobili che abbiamo acquistato, nella scelta del colore e della vernice dobbiamo tener conto dell’umidità e dello sporco che si accumula facilmente intorno alla zona cottura, vicino al lavabo e al forno.

Tutti questi fattori devono essere considerati quando si sceglie il colore per le pareti della cucina, andando oltre il proprio gusto personale e trovando un buon compromesso tra piacere e comodità.

Le pareti bianche sono una scelta sempre valida per le cucine. Sono facilmente lavabili in caso di macchie e illuminano qualsiasi ambiente. Tuttavia, un full white è sconsigliato per non dare un effetto disarmante e mettere in risalto i mobili con un bel contrasto anche nelle pareti.

La zona cottura può essere abbellita da una fascia di piccole piastrelle, che proteggono anche il muro dagli schizzi delle pentole. Sono molto in voga le piastrelle azujelos o di maiolica, che aggiungono un tocco raffinato all’ambiente.

Gli amanti dello shabby chic, che anche per la loro cucina hanno scelto un arredamento in legno con prevalenza di colori chiari e pastello, troveranno nel rosa antico un alleato prezioso. La resa è molto luminosa, specialmente se abbinato a complementi d’arredo dai toni dorati o in ottone.

Abbandonato per alcuni anni, ma di nuovo prepotentemente di moda, è il bicolore delle pareti che contrappone un tono per la metà superiore e uno per quella inferiore.

Bianco e verde, ad esempio, sono due colori perfetti per la cucina: la parte superiore bianca filtra perfettamente la luminosità, la parte inferiore verde fa da cornice ai mobili bassi.

L’arredamento rustico trova un perfetto compagno nelle pareti con mattoni a vista, sia veri che in carta da parati, che nella parete lasciata a rustico, per un effetto industrial arricchito da pennellate di tinte oro o argento che danno eleganza anche alla cucina.

Come eliminare le macchie di fumo dalle pareti?

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Hai mai avuto l’impressione, entrando in un appartamento, di sentire puzza di fumo di sigaretta stantio proprio sulle pareti? Chi fuma forse non se ne accorge, ma i non fumatori capiscono subito se la casa in cui stanno entrando appartiene, o è appartenuta, a qualcuno che fumava al suo interno.

La sensazione che il fumo sia sulle pareti non è affatto sbagliata. Anzi, possiamo proprio dire che corrisponde a verità. La nicotina e i residui di fuliggine, come quelli di un camino, si legano alla vernice dei muri per via della sua natura porosa.

Effettivamente questi strati continui di fumo vanno posandosi sulla vernice e, con il tempo, creano macchie gialle e un odore insopportabile e impossibile da togliere. Una mano di verniciatura per risolvere il problema non fa altro che peggiorare la situazione, creando macchie gialle su ogni parete.

Come si risolvono, quindi, le fastidiose macchie che compaiono sui muri di chi fuma o di chi usa il camino?

La soluzione sta sì nella verniciatura, ma anche nella scelta di una corretta vernice studiata appositamente per le pareti esposte al fumo e alla nicotina.

I progressi tecnologici anche in campo edile hanno dato vita ad una speciale vernice antifumo oggi comunemente utilizzata in cucine dei ristoranti, case coloniche, muri con caminetti e ovunque si presentino casi di macchie sui muri.

Tale vernice non si applica su pitture a calce, traspiranti o a tempera, bensì direttamente sul supporto, prima opportunamente pulito e levigato nelle sue parti friabili.

Se il muro è già verniciato, prima di applicare la vernice antifumo bisogna procedere con l’eliminazione degli strati precedenti tramite raschiatura. La raschiatura ha una resa migliore se la vernice viene inumidita prima con acqua.

Presso il colorificio Di Maria trovi la speciale vernice antifumo Eliogum, adatta per pareti e soffitti e applicabile su supporti alcalini, calcestruzzo, gesso e cemento.

Camera da letto: quali colori scegliere per le pareti

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Quando si tratta di scegliere i colori per le pareti della camera da letto occorre tenere a mente che si tratta di un luogo di riposo e relax.

Questo significa che occorre strizzare un po’ l’occhio alla cromoterapia e optare per tonalità calme e rilassanti, che consentano di raggiungere la tranquillità necessaria per un buon riposo.

Tuttavia, prima di cercare il colore perfetto, è bene farsi delle domande: occorre in primis chiedersi quanta luce naturale c’è nella stanza: la luce naturale, infatti, può far sembrare più grande uno spazio. Anche le dimensioni della stanza non sono da sottovalutare: una stanza piccola diventerebbe soffocante con tonalità troppo scure.

In generale, i colori neutri sono sempre una scelta sicura: avorio, beige, grigio o perlato funzionano perfettamente per le camere da letto sia piccole che grandi. Sono ottimi per illuminare la stanza e consentono di giocare con le decorazioni, con i tendaggi e con la biancheria da letto.

Quando si opta per queste nuances si deve però fare particolare attenzione ai toni di fondo del colore. Per esempio il bianco non è mai solo un bianco puro: viene spesso sfumato con il rosa, con il blu, con il giallo o con l’azzurro. È sempre consigliabile scegliere che impronta dare alla propria stanza, chiedendo consiglio agli esperti.

La scelta più gettonata per le camere da letto restano però i colori pastello: azzurro pallido, lattemiele, nebbia marina, blu artico, lavanda, rosa conchiglia e rosa cipria sono solo alcuni dei colori che oltre ad avere una resa luminosa ed esteticamente apprezzabile, hanno anche un vero e proprio effetto calmante.

I colori pastello sono ottimi per le camere dei bambini, ma negli ultimi anni sono stati usati anche per le camere da letto degli adulti: per renderli meno “infantili” basta spezzare con accessori laminati o con arredi in legno scuro, che danno un tocco elegante alla stanza.

Muffa sulle pareti: come rimediare

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Sulle pareti interne di alcuni appartamenti o villette è facile notare delle zone più scure in corrispondenza degli angoli, classificate solitamente come zone umide.

L’umidità è un acerrimo nemico delle nostre mura, specialmente di quelle che non godono mai dell’esposizione al sole.

La formazione di umidità sulle pareti parte sia dall’interno, ed è dovuta ad infiltrazioni d’acqua o alla vernice non sufficientemente asciutta, sia dall’esterno, causata dalla condensa che si crea dentro casa quando la temperatura è più alta che fuori. La condensa si forma soprattutto in due zone della casa, in bagno e in cucina.

Le pareti di queste stanze andrebbero tinteggiate con pitture anticondensa, in quanto sono continuamente sottoposte alla formazione di vapore acqueo, ed è più probabile che, con l’andare del tempo, le pareti possano iniziare a macchiarsi di umidità. A differenza delle finestre di vetro, su cui le gocce di condensa scivolano, i muri sono fatti di cemento, un materiale poroso che quindi assorbe le microparticelle di acqua creando danni irreparabili.

Se non debellata in tempo con prodotti specifici, l’umidità delle pareti si trasforma in vera e propria muffa, che macchia di verde o nero le nostre pareti e rilascia sostanze tossiche se respirate.

Alla comparsa della muffa sui muri è bene intervenire subito per bloccare la proliferazione del fungo che la causa. Ricordiamo infatti che la muffa è causata da un agente micotico, ossia un fungo, che si diffonde in condizioni di umidità.

In commercio esistono diversi prodotti anti-muffa come il Pulisci Muffa che pulisce le superfici macchiate e rimuove il fungo che ne causa la diffusione.

O il Detergente Bisaten, che è un ottimo rimedio per eliminare in profondità la muffa grazie alla sua azione pulente e sanitizzante. Va utilizzato per pulire il muro prima di procedere con le indagini che porteranno a scoprire la causa della muffa.

Se la causa è interna, infatti, non basterà utilizzare il detergente, ma bisognerà capire cos’è che sta erodendo i muri di casa dall’interno.

Scegliere il colore delle pareti del soggiorno: qualche consiglio

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Il soggiorno è la zona della casa solitamente destinata al relax e ad accogliere gli amici e la famiglia per pranzi e cene in comune. Dall’arredamento alla sua struttura è quindi fondamentale creare uno spazio confortevole, sia come disposizione che come colori, tessuti e materiali.

Tutto parte dalla scelta del colore delle pareti del soggiorno, che definisce e contorna il tipo di arredamento e lo stile che cerchi di ottenere dal nostro soggiorno.

Per scegliere il colore delle pareti del soggiorno devi valutare diverse caratteristiche della stanza, tra cui:

  • la presenza di un’illuminazione adeguata: se la stanza non gode della presenza di luce naturale, sarebbe meglio puntare su colori chiari o pastello, o ancora prevedere l’acquisto di piantane e faretti;
  • la dimensione della stanza: ricorda che i colori scuri tendono a rimpicciolire l’ambiente, quelli chiari ad ampliarlo; se comunque vuoi usare un colore più scuro, puoi pensare a dipingere in quella tonalità solo una parete e a contrastare l’effetto scurente con le altre tre pareti più chiare;
  • lo stile che intendi dare alla stanza e all’arredamento della casa.

Ad ogni stile di arredamento corrisponde infatti una palette di colori definita in cui si può spaziare, a seconda della luce e della dimensione dell’appartamento.

Prendiamo ad esempio uno stile molto di moda negli ultimi anni, lo shabby chic, che si basa sul recupero degli oggetti vintage riverniciati e trasformati. I colori più utilizzati in questo caso sono il bianco, il grigio chiaro, i colori pastello e chiari come il rosa antico o il carta da zucchero, il lavanda e il tortora.

Lo stile moderno, caratterizzato da semplicità e linearità, punta molto sui colori opachi, sia chiari che scuri. I soggiorni decorati in questo stile sono caratterizzati dall’opposizione tra bianco e nero, o ancora da colori accesi come il rosso o il petrolio su una sola parete.

Scegli con cura il colore delle pareti del soggiorno per creare un ambiente perfetto per rilassarti e stare insieme agli amici.

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