
La storia dello Stucco di Venezia è antica, risalente a circa quattromila anni fa, probabilmente nel Medio Oriente.
Il nome deriva dalla successiva adozione e diffusione della tecnica pittorica nella Repubblica di Venezia, dove, oltre al successo riscosso per la resa visiva, veniva apprezzato per l’alta resistenza all’umidità e alle muffe.
Dalla Repubblica di Venezia si fa strada, nel corso degli anni, nelle decorazioni delle case romane fino al barocco, dove trova un nuovo splendore unendosi al marmo largamente impiegato durante questo periodo artistico.
Lo stucco veneziano è ideale per chi desidera pareti lisce, planari e dalla rifinitura lucida.
Quest’ultima caratteristica è fornita dal mix di componenti minerali presenti all’interno dello stucco: grassello di calce, carbonati di calcio, additivi e una impercettibile polvere di marmo.
Lo stucco veneziano richiede tre applicazioni sovrapposte di prodotto su un muro preferibilmente di gesso. Qualora ci si trovasse di fronte ad un intonaco grezzo, sarà necessario rasare completamente la parete con lo stucco.
Ecco in tre fasi come stendere lo stucco veneziano dopo aver preparato il muro con uno speciale fondo adatto, reperibile nei negozi.
Stendere il primo strato di stucco in movimenti circolari con una spatola trapezoidale. Lo strato dovrà essere sottilissimo. Dopo quattro ore, carteggiare con carta vetrata 220 e passare alla seconda fase.
Stendere nuovamente con movimenti circolari lo stucco veneziano, facendo attenzione a realizzare spatolate più piccole e dettagliate delle precedenti. Attende ulteriori 4 ore e ricarteggiare con carta vetrata 220.
La manovra è sempre la stessa, ma si dovrà prestare più attenzione alla stesura liscia: se è necessario, premere con più forza durante le spatolate per assicurarsi di rendere la superficie liscia e lucida.
Tuttavia, questa tecnica è riservata unicamente alle decorazioni interne per la sua scarsa resistenza agli agenti atmosferici.